Gestione dei Dati, perché il settore sanitario non può farne a meno

Artexe il 21 aprile 2020

La Gestione dei Dati è una risorsa preziosa per le aziende sanitarie, tuttavia troppo spesso manca consapevolezza al riguardo. Cliniche e ospedali producono quotidianamente una mole immensa di informazioni, il cui potenziale tuttavia rischia di non essere valorizzato per mancanza di competenze in data analysis, data quality e per la non disponibilità di strumenti informatici adeguati. Necessario quindi comprendere a che cosa possano servire i dati e perché sono ottimi alleati nella predisposizione di piani strategici volti a migliorare i processi aziendali e l’efficienza nell’erogazione dei servizi.


Gestione dei Dati in Sanità, i problemi pratici

Ogni giorno negli ospedali e nelle cliniche vengono accumulati e trattati innumerevoli dati. Questi riguardano diversi aspetti dell’operatività della struttura sanitaria. Si tratta infatti di dati che derivano dall’attività prettamente medica, come per esempio le informazioni personali sui pazienti e la loro salute, ma anche le elaborazioni ottenute dagli esami nelle pratiche ambulatoriali o terapeutiche, nonché numeri e percentuali derivati dalle attività amministrative. Si pensi per esempio alla gestione dei dati nell’ambito dei processi legati alla fatturazione elettronica o nelle procedure di e-procurement, sempre più diffuse in Sanità dopo l’introduzione dell’obbligo di ordine elettronico (tramite il sistema NSO - Nodo Smistamento Ordini).

Tutti questi dati però difficilmente vengono trasformati in informazioni. La differenza è fondamentale: un dato che possiamo definire “grezzo”, non strutturato e quindi non contestualizzato o analizzato in relazione ad altri, non serve a molto. Un direttore sanitario non trae vantaggio dal sapere che c’è stata una richiesta particolare da parte di una persona in una certa fascia d’età, tuttavia è molto utile sapere il totale di quelle stesse richieste avanzate da una percentuale di pazienti della stessa età. Il primo è semplicemente un dato, il secondo è un’informazione dal grande valore strategico. Il problema principale da affrontare è proprio la frammentazione dei dati trattati nelle strutture sanitarie. Sono tantissimi, ma non organizzati.


I benefici di una corretta gestione dei dati

Dunque, è necessario adottare politiche efficaci di data driven governance che consentano una corretta gestione dei dati, con ripercussioni benefiche non solo sulla gestione interna della struttura sanitaria, ma anche sui clienti che potranno osservare concretamente le migliorie apportate. Se analizzati in modo opportuno, i dati raccolti dalle aziende sanitarie rappresentano un’opportunità per le cliniche che possono servirsene per:

 

  • Migliorare l’efficienza della struttura sanitaria: attraverso una corretta analisi è possibile capire quali sono i problemi su cui intervenire, risolvendoli e alzando la qualità dei servizi;

  • Soddisfare maggiormente i pazienti-clienti: è possibile attraverso la personalizzazione dei percorsi terapeutici e la risoluzione di problemi su cui verte malcontento;

  • Intraprendere investimenti strategici: per esempio attraverso l’uso dei Big Data per il credit risk, oppure analizzando quali sono i servizi più richiesti;

  • Ridurre gli sprechi: con la data analysis si può avere maggior controllo sulle voci di spesa, capendo dove si annidano le occasioni di risparmio;

  • Velocizzazione delle procedure: una gestione dei dati corretta aiuta nel reperire le informazioni necessarie a fini amministrativi o per scopi terapeutici;

  • Aumentare la redditività: l’effetto di una virtuosa governance dettata dai dati è anche economico, con introiti e capacità di guadagno maggiori.

 

Negli ultimi anni, le aziende sanitarie si stanno rendendo conto di questo potenziale. Secondo il report dell’Osservatorio Big Data & Business Analytics del Politecnico di Milano, relativo alla situazione Big Data in Italia e alla spesa in strumenti Analytics, la Sanità insieme alla pubblica amministrazione nel 2018 ha rappresentato il 6% delle quote di mercato: l’ultimo tra i comparti merceologici, mentre il primo è risultato essere quello delle banche con il 28% della spesa.


Un investimento per il futuro

Alla luce di quanto presentato, è evidente che la Sanità oggi non può fare a meno della gestione dei dati. Nelle grandi strutture sanitarie questa pratica è vitale per tenere sotto controllo ogni aspetto dei processi aziendali, mentre negli ambiti più piccoli invece è una spinta per una crescita virtuosa. I dati consentono di “non andare alla cieca” nella gestione della clinica, permettendo di avere sempre a disposizione strumenti che fungono da bussola per capire la direzione da intraprendere verso una maggiore efficienza. A lungo andare, l’influenza virtuosa della data driven governance si ripercuoterà in modo benefico non solo sulle attività, ma anche sulla reputazione della clinica, avvertita come sempre più affidabile.


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