Dati sanitari: 5 modi per usarli e personalizzare il servizio

Artexe il 14 luglio 2020

Utilizzare i dati sanitari è efficace metodo strategico per migliorare le attività della clinica e personalizzare i servizi verso i pazienti. Attraverso l’analisi e la trasformazione dei dati strutturati e non strutturati in informazioni, è possibile infatti indirizzare le scelte di gestione dell’ospedale in favore di strumenti e processi per implementare il modello di patient journey, migliorando l’erogazione del servizio e il benessere del paziente. Ma non solo. Considerando l’aspetto aziendale, l’utilizzo dei dati sanitari permette di individuare i fronti critici e le lacune, andando a risolvere i problemi interni e migliorando l’efficienza dell’operatività quotidiana. Riassumiamo in cinque punti i principali utilizzi dei dati sanitari e i benefici che una loro corretta gestione apporta alla clinica e al paziente, attraverso l’uso di adeguati strumenti digitali.


1. Dati sanitari: l’analisi per migliorare l’erogazione dei servizi

Le aziende sanitarie dispongono di una mole significativa di dati che spesso non vengono sfruttati. Eppure questi possono rappresentare una leva per l’implementazione di strategie volte a rendere più efficiente la clinica. I dati sanitari disponibili nelle cliniche sono di natura strutturata, cioè organizzabili in database e schemi, e anche non strutturati, come per esempio i testi in linguaggio naturale. Entrambi, se processati con strumenti digitali utili per condurre operazioni di big data analysis, possono essere trasformati in informazioni rilevanti per valutare la situazione della clinica e prendere decisioni strategiche. In quest’ottica, risulta utile dotarsi per esempio di una piattaforma con capacità di data analysis incorporata e automatizzata, magari con una dashboard che renda facilmente fruibile questi contenuti attraverso comode infografiche e percentuali.

Attraverso l’uso di questi metodi, è possibile verificare quali servizi della clinica funzionano meglio e quali invece sono da migliorare. I dati permettono anche di cogliere il grado di soddisfazione del cliente: un aspetto che consente di intervenire per risolvere criticità e rendere più efficiente l’erogazione delle prestazioni.


2. Ottimizzare i processi con i dati sanitari

Una governance aziendale basata su una strategia data driven, supporta la clinica anche nelle attività quotidiane, non solo sul lungo periodo. Utilizzando opportuni strumenti informatici, è possibile sfruttare l’integrazione dei dati per rendere più rapide le comunicazioni e lo scambio di informazioni tra settori e livelli diversi dell’azienda sanitaria, per esempio tra personale amministrativo e medico. Una situazione che si traduce anche in una velocizzazione delle risposte alle necessità del cliente, con conseguente soddisfazione e percezione della clinica come affidabile e all’avanguardia.


3. Usare i dati sanitari per ridurre i tempi d’attesa

La digitalizzazione e la corretta gestione dei dati permettono anche di ridurre i tempi di attesa. Attraverso l’analisi dei dati sanitari infatti è possibile capire quali sono i servizi più richiesti e quelli superflui: uno studio che consente di ottimizzare le risorse interne, destinando per esempio più personale a un settore piuttosto che a un altro. In questo modo, si apriranno nuove occasioni di prenotazione delle prestazioni per i clienti, di conseguenza si eviteranno lungaggini nell’erogazione di terapie e nell’effettuazione degli interventi. Una soluzione che, senza adeguati mezzi per la data analysis, non sarebbe possibile.


4. Aumentare l’appropriatezza prescrittiva

L’ottimizzazione dei processi e la condivisione dei dati sanitari si traduce anche in migliorie nella pratica terapeutica. In particolare, l’approccio data driven permette di verificare in maniera automatica e tempestiva l’appropriatezza prescrittiva e supportare il personale nel prescrivere esami ed interventi che realmente servono, non procedure in surplus che causano spese extra all’azienda e perdite di tempo (oltre a stress emotivo) al paziente. Per la clinica questo approccio porterà a migliorare i livelli di efficacia ed efficienza, con benefici anche in termini di redditività e nell’attività di rendicontazione agli enti pubblici di riferimento. Questo è possibile grazie all’integrazione dei sistemi tramite apposite piattaforme per la gestione dei processi sanitari. In un attimo, con una comoda ricerca servendosi del linguaggio naturale, un medico potrà avere a disposizione indicatori utili per valutare il paziente. Il livello di personalizzazione della terapia ne beneficia.


5. Rendere gradevole l’accoglienza con l’automatizzazione e i dati sanitari

L’automatizzazione aiuta anche a snellire le pratiche burocratiche e a rendere più veloce l’accesso ai servizi da parte del paziente che si rivolge alla clinica, dando la possibilità al personale di occuparsi di mansioni più strategiche. Per esempio, gestendo i dati e dotando la struttura di un totem per l’accoglienza, il paziente potrà ritirare in automatico i propri referti o la documentazione sanitaria che lo riguarda senza dover subire lunghe attese. Da aggiungere che, attraverso l’uso di piattaforme ad hoc, è possibile anche gestire in modo organizzato le prenotazioni, azzerando il problema delle code per l’accesso agli sportelli della clinica. I dati raccolti da questi sistemi potranno poi essere utilizzati per studiare punti di forza e di debolezza del processo di accoglienza e del patient journey in generale e lavorare per un miglioramento continuo dello stesso.


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