Patient journey e Covid-19: le soluzioni per il social distancing

Artexe il 18 marzo 2021

C’è un forte legame tra patient journey e Covid-19. Secondo le rilevazioni dell’Osservatorio Innovazione Digitale in Sanità, prima della pandemia l’1,2% della spesa sanitaria pubblica era dedicata al digitale, una quota contenuta ma progressivamente in crescita. Poi, è arrivato il virus: distanziamento sociale, divieto di assembramento e sanificazioni obbligatorie sono diventate espressioni di uso comune, rivoluzionando la vita di chiunque e, ovviamente, anche il rapporto dei pazienti con le strutture sanitarie.

Secondo le più recenti rilevazioni dell’Osservatorio, il 47% dei CIO del settore healthcare ha già previsto un aumento degli investimenti nel digitale, unica via possibile per gestire con efficacia il rapporto tra patient journey e Covid e per massimizzare l’efficienza e la produttività delle strutture. Detto in altri termini, solo un forte investimento in soluzioni digitali può al tempo stesso combattere i problemi di oggi e consegnarci una sanità più forte quando il virus sarà solo un brutto ricordo.


Patient journey e Covid: accesso remoto a informazioni e servizi

Il rapporto tra patient journey e Covid si spiega in modo semplice: da quando la pandemia è una realtà, bisogna rispettare le regole di distanziamento sociale. Un patient journey tradizionale e poco digitalizzato prevede un’infinità di occasioni di contatto con altre persone: dal medico di medicina generale, in coda in struttura per una prenotazione, per il ritiro dei referti, mentre si attende il proprio turno per un esame, quando si ha bisogno di qualsiasi informazione e via dicendo. L’emergenza ha evidenziato come tutti questi passaggi del patient journey e molti altri possano e debbano essere digitalizzati per raggiungere il doppio vantaggio di cui si è detto: social distancing da un lato, efficienza, produttività e soddisfazione del paziente dall’altro.

Le soluzioni che hanno l’impatto maggiore sul patient journey sono quelle che permettono di accedere da remoto ai servizi sanitari, soluzioni già presenti prima della pandemia seppur non molto diffuse. Rientrano nella categoria i servizi di prenotazione online di visite ed esami, un modo molto efficace per evitare contatti, attese, code, tempi e costi; il ritiro di documenti e referti tramite piattaforme connesse; il pagamento online delle prestazioni e molto altro.

Nel mondo dei servizi digitali delle strutture c’è poi il capitolo dei servizi informativi, che evitano le code in reception o le attese al telefono, ma possono anche guidare le persone durante la loro permanenza in struttura tramite soluzioni di digital signage, app e totem interattivi, facendo in modo da ridurre al minimo le possibilità di contatto tra le persone. Diverse organizzazioni hanno approfittato della pandemia non solo per rafforzare i propri strumenti e canali digitali, ma anche per affrontare il tema dell’automazione attraverso chatbot sulle app e nei siti web, assistenti virtuali che accompagnano i pazienti nel recupero di informazioni specifiche o nella prenotazione di prestazioni sanitarie.


Dalle Terapie Digitali alla Telemedicina, i prossimi passi

L’accesso remoto ai servizi sanitari, sommato alla comodità delle app e dei dispositivi mobile è un passo importante per conciliare patient journey e covid. In realtà, però, è uno dei tanti passi che vanno fatti per avvicinare la sanità al concetto di Connected Care, cioè quello dell’ecosistema connesso di servizi dedicati alla cura e alla salute.

All’interno di questa tendenza trovano spazio molti strumenti, la cui sinergia può perfezionare il percorso del paziente: le app dedicate alla prevenzione (miglioramento della forma fisica e alimentazione) sono molto diffuse, mentre la telemedicina, che comprende monitoraggio, consulto e visita, non ha ancora una diffusione generalizzata nonostante la pandemia stia accelerando il percorso. Inoltre, tra le tendenze in grado di conciliare patient journey e Covid, si sta rafforzando la nozione di terapia digitale, che va affiancata a quella tradizionale: oltre ai farmaci, potranno essere “prescritte” specifiche app di valenza medicale in grado di monitorare l’assunzione dei farmaci, il movimento, l’alimentazione, parametri di rilevanza medica e molto altro. La strada, ormai, è spianata.


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